L'erba del vicino - Presa diretta del 14/09/2014

mopos:

marikabortolami:

Carlo Giovanardi attacca la trasmissione di Rai3 ”Presa Diretta” e la puntata sulla cannabis nella quale ci sono state “vergognose faziosità”. 

"La trasmissione PresaDiretta di Riccardo Iacona sulla cannabis è stata una vergognosa operazione di faziosità, disinformazione, menzogne e tesi unilaterali a spese dei contribuenti. E’ intollerabile che la Tv di Stato si presti a queste operazioni sulla pelle delle vittime dirette e indirette delle tossicodipendenze su cui si sta operando una sfacciata operazione promozionale delle multinazionali che intendono moltiplicare i loro profitti sulla commercializzazione della cannabis, scaricando i costi socio sanitari sulla collettività”, ha affermato Giovanardi, sottolineando, in una nota, di aver “fatto verbalizzare al funzionario di turno” questa “protesta da girare al curatore della trasmissione” andata in onda ieri sera su Rai3, nonché al presidente e al direttore della Rai.


Riccardo Iacona risponde alle accuse di Carlo Giovanardi

Non si capisce con chi ce l’abbia il senatore Carlo Giovanardi. Forse con i cittadini del Colorado che hanno scelto con un referendum di legalizzare l’uso della cannabis a scopo ricreativo? Con quelli dello Stato di Washington che hanno scelto la stessa strada ? Ce l’ha con i 22 Stati che negli USA hanno legalizzato la coltivazione e l’uso della cannabis a scopo medico? O se la vuole prendere con il Presidente Mujica che in Uruguay ha deciso che sia direttamente lo Stato a coltivare e a vendere la cannabis ai consumatori ? A questo punto perche’ non prendersela anche con Kofi Annan, ex segretario generale delle Nazioni Unite e con Javier Solana, ex ministro degli esteri dell’Unione Europea che hanno firmato un documento in cui chiedono all’ONU che le politiche sulla droga siano improntate alla “depenalizzazione del consumo personale , alla riduzione del danno e alla regolazione legale della produzione e del consumo delle sostanze psicoattive” e con tutti quelli che nel mondo pensano che le politiche proibizioniste abbiano sonoramente fallito. Noi a PRESADIRETTA abbiamo fatto semplicemente il nostro lavoro, rendendo conto di quello che sta succedendo intorno a noi. Ma abbiamo fatto anche di piu’: abbiamo raccontato come sia aumentato l’uso delle droghe tra i ragazzi nel nostro Paese e il fatto che abbiamo il triste primato europeo del poliabuso, come i nostri ragazzi, cioe’, si droghino con il maggior numero di sostanze contemporaneamente e con enormi danni per la loro salute, fisica e psichica. Questo si’ e’ un vero fallimento delle politiche sulle droghe nel nostro Paese. Ed e’ stato il senatore Carlo Giovanardi, ad informare queste politiche, con la sua Legge. Se con quella Legge intendeva “liberare il mondo dalla droga” e allontanare i ragazzi dall’uso delle sostanze, gli ultimi dati usciti oggi nella relazione annuale al Parlamento sulle droghe del 2014, che parlano di aumento dell’uso di sostanze da parte dei giovani e giovanissimi ,certificano il fallimento concreto delle politiche italiane di contrasto al consumo di sostanze stupefacenti . Se veramente abbiamo tutti a cuore la riduzione del consumo di droga da parte dei ragazzi e la promozione di stili di vita salutari , conviene decisamente cambiare strada . Ma questo e’ materia di dibattito, a noi giornalisti il compito di raccontare la verita’ e tutta la verita’, altro che “faziosita’”, “disinformazione” e “menzogne”. Infine, le centinaia di donne e di uomni che sono finiti in carcere in applicazione della Legge “Fini - Giovanardi” e che adesso stanno uscendo perche’ ai sensi delle nuove norme quella pena e’ considerata illegittima, come con competenza ci ha raccontato il giudice Francesco Maisto, presidente del Tribunale Di Sorveglianza di Bologna, forse meritano , quelle si, un gesto di scuse.

Pensa se per lavoro ti toccasse di dover rispondere a Carlo Giovanardi, pensa.

(il link alla puntata di Presa diretta, imperdibile, sulle diverse tipologie di legalizzazione nei vari stati: USA, Uruguay, Spagna e di come, dati alla mano, il proibizionismo stia miseramente fallendo).

gretto e ignorante degno rappresentante di una vecchia e putrida mentalità, non lo nomino tanto mi procura ribrezzo.

il proibizionismo non sta fallendo, ormai la storia stessa da mo ci dice che è fallito :)

L’invidia sociale trasferita ai piani bassi

lavandagastrica:

vito:

Il capolavoro di Matteo

Con tutta ‘sta pippa della crisi dell’ideologia, e che l’ideologia è morta, e che ormai “ideologico” pare un insulto peggio che “pedofilo” o “truffatore”, si sta perdendo di vista un piccolo dettaglio: che l’ideologia è viva e lotta insieme a noi.

Anzi, contro di noi. E un caso di scuola ci viene dalle recenti imprese del governo Renzi, prima tra tutte quella del blocco degli stipendi del pubblico impiego: circa tre milioni di lavoratori per una “manovra” (un pezzettino di quella manovra correttiva che “non ci sarà”, ma invece c’è eccome) da circa tre miliardi. Non si entrerà qui nel merito del provvedimento: secondo la Cgil l’introito medio perso da ogni lavoratore sarà di circa 600 euro nel 2015, come dire che gli statali renderanno nel 2015 i famosi 80 euro ricevuti nel 2014, e vabbè. Si vuole invece affrontare qui il discorso, per l’appunto, ideologico.

Come si sa, il governo Renzi gode di grande sostegno e popolarità, e come si sa è sostenuto quasi militarmente da alcune falangi di fedelissimi piuttosto acritici, soldatini sempre in piedi dei social network.

È bene ascoltarli, perché sono loro a tradurre in parole nette l’ideologia corrente. Il più chiaro esempio di vulgata renzista di fronte al blocco degli stipendi pubblici (praticamente un taglio, specie se si pensa che il 2015 sarà il quinto anno consecutivo di blocco) è il seguente: “Gli statali hanno un lavoro”. Di più: “Un lavoro fisso”.

Che sia un lavoro pagato poco, sì, lo dicono anche loro (specie quando parlano di docenti, maestri e professori, notevole base elettorale) ma per ora è quel “posto fisso” che disturba, che offende, che indigna.

Prima lezione di ideologia: invece di battersi per un “posto fisso”, o almeno dignitoso e minimamente garantito per tutti, si demonizza chi ce l’ha. Insomma, il meccanismo è semplice: si prende un diritto che a molti è ingiustamente precluso e lo si chiama “privilegio”, additandolo al pubblico ludibrio. Ora ci sono due componenti di questa posizione altamente ideologica che si sposano mirabilmente. Il primo è la lenta, ma inesorabile, distruzione dell’immagine del dipendente pubblico. Una cosa che prosegue da anni e anni: è ladro, non lavora, va al bar, eccetera.

Il secondo dato ideologico è la vera vittoria del renzismo: aver trasferito l’invidia sociale ai piani bassi della società. Quella che una volta si chiamava lotta di classe (l’operaio con la Panda contro il padrone con la Ferrari) e che la destra si affannava a chiamare “invidia sociale”, ora si è trasferita alle classi più basse (il precario con la bici contro l’avido e privilegiato statale con la Panda).

Insomma, mentre le posizioni apicali non le tocca nessuno (né per gli ottanta euro, né per altre riforme economiche è stato preso qualcosa ai più ricchi), si è alimentata una feroce guerra tra poveri. Una costante corsa al ribasso che avrà effetti devastanti.

Perché se oggi un precario può dire al dipendente pubblico che è privilegiato, domani uno che muore di fame potrà indicare un precario come “fortunato”, e via così, sempre scavando in fondo al barile. Si tratta esattamente, perfettamente, di un’ideologia. Chissà, forse qualcuno farà notare che considerare privilegiato un professore a 1.500 euro al mese non è sano né giusto. Specie se a quel “posto fisso” così scandaloso sono aggrappati figli precari o mogli sottopagate, se quel “posto fisso”, insomma, è – oltreché un diritto che dovrebbero avere tutti – un surrogato del welfare che dovrebbe esserci e non c’è.
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Esattamente: “Il grasso che cola” è l’obeso operaio, non la fetida opulenza del renzista Briatore


thekhooll:

Åkrafjorden Snøhetta

"The hunting lodge is beautifully situated, alone beside a lake in the untouched mountain areas close to Åkrafjorden in the western part of Norway. It is accessible only by foot or horseback. The integration of the hut into the landscape has been an important part of the concept. The terrain is characteristic with grass, heather and rocks, and the hut’s shape, orientation, and materials are dictated by this. “

(Fonte: archatlas)

Tiziano Renzi, il padre del premier indagato a Genova per bancarotta - Il Fatto Quotidiano

scarligamerluss:

diciamo che ha fatto di peggio, ecco

(Fonte: 3nding)